Sono passati più di 10 anni da quando il mio amico Sandro mi fece scoprire www.airlinemeals.net, uno dei siti più fetish che io abbia mai navigato in rete: una raccolta maniacale di immagini dei pasti confezionati per le compagnie aeree e serviti in volo, dedicata ai non così rari cultori di questa materia specialistica (anche io – lo confesso – torno periodicamente a visitarlo).
Allora quei pasti venivano ancora serviti su ogni tratta e classe, dentro a vassoi colmi di contro vassoi, ciotole ad incastro, custodie sagomate e stoviglie di plastica, ma proprio in quegli anni stava iniziando il loro rapido processo di estinzione, divorati dalla concorrenza delle compagnie aeree low cost che oggi lascia il margine si e no per un biscottino o un paio di anacardi.
Un’involuzione resa necessaria dalle preferenze del mercato, eppure con quei pasti scompariva una grande icona della mia infanzia, quando il vero divertimento del volo non era guardare le nuvole fuori dal finestrino, bensì sezionare quelle caselle del vassoio del pasto per disvelarne una ad una le ordinate meraviglie e assaporarne le micro-portate, mai del tutto scongelate, accomunate da quel gusto sintetico intriso dell’irresistibile appeal tipico di ogni non-luogo.
Non potevo quindi rimanere indifferente quando Francesca Zorzetto, con cui ho scritto il libro Temporary Store la Strategia dell’Effimero, mi ha passato la soffiata di un nuovo Temporary Restaurant appena aperto da British Airways, dove la cena consiste proprio in uno di questi pasti in vassoio, ormai riservati ai voli più Read the rest of this entry
FLIGHT BA2012 IL POP UP RESTAURANT DI BRITISH AIRWAYS
Author: Francesco Catalanomag 20
GUERRILLA ICE CREAM !
Author: Francesco Catalanoago 13
Sapore profondo, consistenza perfetta, persino una dose di zucchero meno stucchevole della media: erano mesi che cercavo un gelato così, e finalmente stasera l’ho trovato, in un imprevedibile vicolo versiliese. Allora perchè sono deluso invece che euforico? E cosa aspetto a consigliarvi questa ghiotta scoperta? Che sia perchè ho dovuto gustarmi il mio cono appollaiato su una precaria sedia di plastica in un portichetto illuminato dalla luce spettrale di un neon? O forse perchè le libere chiome della imbronciata signorina che ha composto il mio gelato lo hanno lambito al punto di diventarne quasi un ingrediente? O ancora sarà perchè, invece di essere trasportato da una sapiente colonna sonora in un mondo dove esistevamo soltanto io e i tre gusti che stavo divorando, non ho potuto ascoltare altro che il mesto sottofondo televisivo della villetta accanto?
In una parola: sarà forse perchè l’esperienza è stata così negativa da far passare in secondo piano persino la sopraffina qualità del prodotto che cercavo da mesi? La risposta è tragicamente affermativa, e mi induce a riflettere sconsolato sulla poca attenzione che molte gelaterie (ma per fortuna non tutte) dedicano agli aspetti di marketing.
Un incoraggiate esempio di segno opposto viene dal Regno Unito dove il nuovo brand “The Icecreamists” ha scelto di presentarsi al mondo attraverso una gelateria temporanea aperta dal 10 settembre al 1° novembre 2009 nella Ultralounge dei grandi magazzini Selfridges di Londra.

I dettagli di questo specialissimo Temporary Bar (già in cerca di fissa dimora per diventare permanenente), la cura con cui è stato sviluppato il format sperimentale della Ice Cream Boutique di Oxford Street, e l’approccio da manuale al fattore effimero sono tutte scoperte che Read the rest of this entry















Behance Portfolio
Contact Francesco
Facebook Profile
Flickr
LinkedIn Profile