Author:
Francesco Catalano
mag
27
C’era una volta il classico Museo, con le sue reliquie da osservare con riverenza, le sue teche inavvicinabili, i suoi custodi pronti ad immobilizzare ogni slancio di curiosità dei visitatori in cambio di un diversivo alla monotonia del proprio vigilare. Con un inizio così poco promettente non è facile resistere alla tentazione di correre subito all’ultima pagina di questa favola, e stavolta senza troppa fiducia nell’immancabile lieto fine. Eppure la storia del Museo non è mai stata così ricca di colpi di scena, e mai come in questi anni coloro che - come me – confidavano da sempre nel suo Rinascimento non sono stati delusi.
Una bella pagina di questa nuova giovinezza è quella che ho potuto leggere a Barolo, nel cuore delle Langhe, durante un weekend enogastronomico per cui prevedevo “soltanto” sublimi delizie per il palato, ma che si è rivelato anche uno straordinario concentrato di rivelazioni per la mente: prodigi architettonici di grande lungimiranza, espressioni artistiche inattese e momenti di euforica immersione nella cultura del vino, sacra vocazione di Read the rest of this entry
Author:
Francesco Catalano
mag
20
Sono passati più di 10 anni da quando il mio amico Sandro mi fece scoprire www.airlinemeals.net, uno dei siti più fetish che io abbia mai navigato in rete: una raccolta maniacale di immagini dei pasti confezionati per le compagnie aeree e serviti in volo, dedicata ai non così rari cultori di questa materia specialistica (anche io – lo confesso – torno periodicamente a visitarlo).
Allora quei pasti venivano ancora serviti su ogni tratta e classe, dentro a vassoi colmi di contro vassoi, ciotole ad incastro, custodie sagomate e stoviglie di plastica, ma proprio in quegli anni stava iniziando il loro rapido processo di estinzione, divorati dalla concorrenza delle compagnie aeree low cost che oggi lascia il margine si e no per un biscottino o un paio di anacardi.
Un’involuzione resa necessaria dalle preferenze del mercato, eppure con quei pasti scompariva una grande icona della mia infanzia, quando il vero divertimento del volo non era guardare le nuvole fuori dal finestrino, bensì sezionare quelle caselle del vassoio del pasto per disvelarne una ad una le ordinate meraviglie e assaporarne le micro-portate, mai del tutto scongelate, accomunate da quel gusto sintetico intriso dell’irresistibile appeal tipico di ogni non-luogo.
Non potevo quindi rimanere indifferente quando Francesca Zorzetto, con cui ho scritto il libro Temporary Store la Strategia dell’Effimero, mi ha passato la soffiata di un nuovo Temporary Restaurant appena aperto da British Airways, dove la cena consiste proprio in uno di questi pasti in vassoio, ormai riservati ai voli più Read the rest of this entry